lunedì 24 luglio 2017

EFFETTO VENEZIA VERSO RIFIUTI-ZERO: ECCO LA "WHITE LIST" DEGLI ECO-RISTORANTI



Si terrà a Livorno dal 26 al 30 luglio 2017 la kermesse estiva Effetto Venezia, che come ogni anno attirerà decine di migliaia di persone tra livornesi e turisti.
Quest'anno ci sarà un'ulteriore importante novità, in occasione dell'anno internazionale del turismo sostenibile proclamato dalle Nazioni Unite: il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno ha creato il logo Effetto Venezia Rifiuti Zero, per accompagnare un percorso di sostenibilità dell'evento, attribuendolo ai locali che hanno accettato l'incentivo proposto dal Comune a favore dell'uso di materiale riutilizzabile o compostabile al posto dei formati usa-e-getta in plastica.
In base a quanto comunicatoci dall'amministrazione comunale, diffondiamo a scopo promozionale la "white list" di questi locali eco-sostenibili, che si sono impegnati a ridurre la produzione di rifiuti durante tutta la durata della manifestazione. I migliori fra loro, quelli cioè che si saranno distinti per l'adozione di ulteriori pratiche virtuose, saranno premiati con un attestato di eco-eccellenza nei prossimi giorni:

Osteria pub 66 scali degli Isolotti 2-3
Morgiano via Carraia 18
Asd Alla Carraia via Carraia 8/10
Caffè Costalli via della Venezia 1
Papa Ernest via della Venezia13-a/scali ancore
Desiderio via della Venezia 19-21
Un'ottima annata scali del Pesce 7
Sud scali del pesce 5
Bar Forum scali del Pesce 55
Mediterraneo scali Ponte di Marmo 10
La dolce vita Enobistrot Cuvee scali Monte Pio 25
In Carne scali Monte Pio 11
Caffè in Venezia via Borra, 55
Sugo via Borra, 51
La Ponceria via Borra 40
Pituca wine via Borra 28
Enoteca Forte S.Pietro p.zza Domenicani 2
New revolution via San Marco 7
Il Forte via Forte San Pietro 26-33
After hour circolo SD p.zza del Luogo Pio 10
Circolo yeye italo romeno asd via delle Acciughe 4
QB scali delle Ancore 1
La cantina di Massimo scali Rosciano 10
Ale pizza viale Caprera, 5/7
Pizzeria della Venezia viale Caprera 19
Osteria della Venezia viale Caprera 41/45
Sez. Nautica Ardenza-Montenero scali Finocchietti 9
Sez.Nautica Salviano scali del Vescovado 3
La Vecchia Venezia pizzeria via della Venezia 3/5
Letredi via della Venezia 22/piazza luogo pio
Le botteghe p.zza Domenicani 20
Da Tito via dei Bagnetti 1
Madiba via della Madonna 56

Per qualsiasi segnalazione scrivere a: coordinamentorzlivorno@gmail.com 

mercoledì 12 luglio 2017

NO AI CASSONETTI INTERRATI, SBAGLIATA LA PETIZIONE NEL QUARTIERE SCOPAIA


Abbiamo notato con preoccupazione come l'estensione della raccolta differenziata porta-a-porta a Livorno stia provocando petizioni di protesta addirittura preventive, come accaduto nel quartiere Scopaia, che rischiano anche di gettare una questione squisitamente tecnica nell'arena della polemica politica.
Dai promotori della petizione viene prospettato il rischio di un peggioramento del servizio e delle condizioni igieniche, chiedendo per questo al Comune di installare cassonetti interrati come alternativa alla raccolta porta-a-porta, come è stato fatto in alcune zone dei comuni di Pisa e Firenze.
E' necessario ricordare che il sistema dei cassonetti interrati rischia invece di aggravare eventuali problemi igienici, dato che proprio a Tirrenia (PI) due anni fa vennero rimossi perché "indecorosi", oltre ad aver dato gli stessi problemi sia a Firenze che recentemente a Pisa, con vivaci proteste da parte dei residenti: intorno ai cassonetti si formano infatti discariche abusive ed inoltre non viene garantita adeguatamente la differenziazione del rifiuto.
Bisogna poi attentamente valutare i costi: a Pisa l'istallazione degli ultimi 42 cassonetti automatizzati, tra interrati e fuori terra, è costata ben 3,4 milioni di euro, con una spesa media di 81mila euro per ogni cassonetto, molto superiore a quella necessaria per acquistare un'automobile di lusso. Visti oltretutto i risultati, si tratta indubbiamente di uno spreco insopportabile di denaro pubblico.
Tutti i dati ufficiali certificano ormai da anni che il sistema porta-a-porta è quello che garantisce complessivamente i costi minori e la resa maggiore dal punto di vista della differenziata e del decoro. Se quindi è giusto chiedere una buona organizzazione dello stesso, che agevoli gli utenti anche attraverso servizi aggiuntivi dedicati ad esempio all'organico in estate o ai pannolini, non si comprende invece la richiesta di applicare altre soluzioni costosissime e fallimentari. Il nostro Coordinamento si attiverà nelle prossime settimane per informare correttamente i cittadini e favorire il progressivo perfezionamento del porta-a-porta in base alle loro esigenze.

martedì 4 luglio 2017

EFFETTO VENEZIA INIZIA IL PERCORSO VERSO RIFIUTI-ZERO



Il Coordinamento provinciale Rifiuti Zero Livorno ha apprezzato l'iniziativa del Comune di Livorno a proposito dell'introduzione di un eco-sconto sulla quota di partecipazione ad Effetto Venezia, a favore di coloro che somministreranno alimenti e bevande con stoviglie riutilizzabili o biodegradabili anziché materiale in plastica usa-e-getta.
Oltre ad una questione di decoro e pulizia, la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati infatti danneggia l'ambiente, la salute e costa molto denaro all'azienda e, mediante la tariffa, ai cittadini ed agli stessi locali.

Nell'anno internazionale del turismo sostenibile e tenuto conto che oltre il 30% dei visitatori presenti ad Effetto Venezia non risiede a Livorno, è importante per la città dare un segnale di attenzione all'ambiente ed aprirsi a quella quota sempre crescente di turisti, ma anche cittadini residenti, che chiedono qualità non solo per quanto riguarda il servizio ed i prodotti, ma anche nella gestione degli sprechi e dei rifiuti.

Il nostro Coordinamento intende supportare coloro che usufruiranno dell'eco-sconto fornendo loro una promozione pubblicitaria gratuita a livello nazionale, attraverso la diffusione via internet e sui social network di una "white list" di locali a rifiuti-zero, soprattutto nei circuiti del turismo sostenibile, del mondo ambientalista, ecologista e del consumo consapevole. 
A questi locali verrà concesso il logo "Effetto Venezia a Rifiuti-zero" ed i migliori, quelli cioè che oltre ad abolire l'usa-e-getta in plastica utilizzeranno l'acqua pubblica in caraffe di vetro, iniziative anti spreco alimentare e tovaglie riutilizzabili o riciclabili, verranno anche premiati con un attestato di eco-eccellenza.

E' previsto anche un servizio per ordini cumulativi, a prezzi di maggior favore, di materiale biodegradabile.
I nostri attivisti saranno presenti durante tutta la durata della manifestazione, per verificare il rispetto dei disciplinari e fornire ulteriore promozione gratuita ai locali eco-sostenibili.
Chi desidera aderire alla "white list" dei locali eco-sostenibili può scrivere a coordinamentorzlivorno@gmail.com.

giovedì 8 giugno 2017

VERSO RIFIUTI-ZERO: LIVORNO FACCIA COME FORLI' E L'ATO SI ADEGUI COME IN EMILIA-ROMAGNA


In questi giorni il Comune di Forlì, insieme ad altri del suo comprensorio, ha abbandonato definitivamente Hera s.p.a., la mega-azienda dei rifiuti privatizzata, quotata in borsa e rimasta tristemente nota per l'inchiesta penale sull'inceneritore di Coriano, per costituire una piccola società 100% pubblica che persegue la strategia "rifiuti-zero": punta a spegnere l'inceneritore aumentando differenziata e riciclo. 

Sembra ormai definitivamente crollato il paradigma sulla gestione dei rifiuti basato su tre dogmi: gigantismo aziendale, privatizzazione e incenerimento.
Le avvisaglie, nettissime, ci furono già all'inizio del 2016, quando l'Antitrust nel suo rapporto rese noto non solo che la dimensione ideale per la gestione dei rifiuti si colloca in una fascia intorno ai 100.000 abitanti, consigliando di frazionare le gestioni più ampie (Hera gestisce 4 milioni di persone), ma anche che le privatizzazioni hanno causato tariffe troppo alte e che la raccolta porta-a-porta conduce alla riduzione dei costi pagati dai cittadini rispetto all'incenerimento (senza contare i danni alla salute). Tutto scritto nero su bianco, compresa la necessità di evitare che le stesse aziende gestiscano oltre alla raccolta anche gli impianti di smaltimento, per evitare conflitti di interesse (meno rifiuto viene differenziato, più tonnellate vengono smaltite).

In Toscana da tempo assistiamo ad altri segnali dello stesso tipo: mentre il progetto di costituire mega-aziende privatizzate (ognuna con i propri inceneritori, sull'esempio dell'emiliana Hera e di altre) continua ad arrancare tra inchieste e problemi politico-amministrativi, i risultati migliori in termini di efficienza e sostenibilità ambientale sono stati prodotti proprio da aziende medio-piccole, totalmente pubbliche e dedicate alla differenziata, come l'Ascit nella piana lucchese o Publiambiente nella zona empolese.

L'Atesir dell'Emilia-Romagna, corrispettivo dell'ATO della Costa Toscana, ha riconosciuto insieme alla Regione il diritto dei Comuni di scegliere se affidare la gestione dei rifiuti al gigante privatizzato Hera oppure ad una azienda pubblica. Un diritto sancito dalla Costituzione, dalle norme di principio sugli Enti Locali e dalla volontà popolare espressa nel referendum sui servizi pubblici. 

Anche Livorno ha quindi il diritto di tenersi la sua azienda pubblica, abbandonando le zavorre che l'hanno portata quasi nel baratro, a partire da discariche e inceneritori. Il Comune ha il dovere di seguire un percorso di questo tipo, mentre l'ATO e la Regione non devono ostacolarlo nel tentativo di applicare ricette superate, come quella che prevede l'adesione "obbligatoria" al gestore unico privatizzato Retiambiente s.p.a.

venerdì 19 maggio 2017

FACCIAMO DUE CONTI: PER FAR SCENDERE LA TARI DOBBIAMO PRODURRE MENO RIFIUTI


In questo periodo i livornesi sono alle prese come ogni anno con il pagamento della tariffa sui rifiuti, quindi è il momento giusto per riflettere sulla natura dei costi e dei ricavi sostenuti da un'azienda di gestione dei rifiuti e sulle opportuità offerte dalla strategia rifiuti-zero per ottenere una diminuzione non solo dell'inquinamento, ma anche della tariffa per imprese e famiglie.

Ogni livornese produce in media più di mezza tonnellata di rifiuti l'anno, mentre nei territori in cui i cittadini hanno già adottato scelte di riduzione e riuso su larga scala (per esempio depurando l'acqua del rubinetto o servendosi alle fontanelle di qualità anziché utilizzare le bottiglie di plastica, acquistando prodotti sfusi o ricaricabili, ecc.) si è verificato un calo della produzione dei rifiuti di almeno un terzo del peso totale. Tutto questo si è tradotto in un calo drastico delle spese di raccolta e trasporto dei rifiuti: i bidoni devono essere vuotati meno spesso e di conseguenza tutte le spese collegate al servizio diminuiscono.

In secondo luogo, vanno considerate le spese di trattamento e smaltimento: anch'esse ovviamente, essendo pagate in euro per tonnellata, calano in modo considerevole se viene ridotta la produzione dei rifiuti. Inoltre all'aumentare della raccolta differenziata i costi di smaltimento dell'indifferenziato scendono ulteriormente e l'azienda aumenta gli incassi corrisposti dai consorzi del riciclo in cambio del materiale differenziato.

Considerato che circa l'80% dei costi di Aamps viene coperto dalla tariffa e che questi costi sono legati alla quantità di rifiuti da raccogliere e smaltire, è prioritario quindi che l'azienda e tutti gli utenti entrino sempre più nell'ottica di ridurre la quantità dei rifiuti: "buttare via" un imballaggio superfluo, un giocattolo o un abito che qualcun altro potrebbe apprezzare, un mobile che potrebbe essere riparato, una bottiglia che potrebbe essere di nuovo riempita e così via, contribuisce non solo a peggiorare la qualità dell'ambiente in cui viviamo, ma anche a mettere in moto una costosa procedura di gestione che ogni anno siamo chiamati a pagare.

Certamente il doveroso incremento dell'efficienza aziendale può favorire un calo della tariffa, ma non potrà mai azzerare il costo di gestione di ogni singolo rifiuto, come invece può fare la decisione consapevole di evitare di produrlo.

INCREDIBILE A SCAPIGLIATO: CHI PIU' INQUINA, MENO PAGA


Tra le oltre 300 osservazioni già pervenute alla Regione Toscana contro il progetto di ampliamento della discarica di Scapigliato, sono presenti anche quelle elaborate dal Comitato Rifiuti-zero Cecina, che aderisce al Coordinamento provinciale Rifiuti-zero.
In particolare, vengono indicati tra gli altri alcuni aspetti che riteniamo di notevole gravità:
1) l'atto dirigenziale n. 159/2012 della Provincia di Livorno prevede che "all'esaurimento della volumetria autorizzata il gestore dovrà avviare la procedura di chiusura" e non certo chiedere una nuova autorizzazione per abbancare altri 6 milioni di tonnellate;
2) il Piano regionale prevede una sostanziale diminuzione dei rifiuti urbani e speciali conferiti in discarica, oltre alla nascita di filiere del riciclo dei rifiuti speciali, contrastando quindi nettamente con il progetto di ampliamento a Scapigliato;
3) i conferimenti richiesti risulterebbero superiori all'intero fabbisogno di tutta la Toscana costiera (ATO), senza contare la costante tendenza regionale di diminuzione dello smaltimento dei rifiuti speciali, calato del 33% in 7 anni;
4) la convenzione firmata da ATO Costa e REA Impianti il 14 marzo 2017 prevede prezzi di conferimento in discarica che si riducono con l'aumento dei conferimenti annuali: partendo da un costo di 75 euro a tonnellata si procede a scontare il prezzo fino a 65 euro a tonnellata man mano che i conferimenti aumentano! Questo criterio può essere definito "chi più inquina, meno paga" e distorce il sistema di gestione dei rifiuti sfavorendo le pratiche prioritarie virtuose indicate dalla normativa nazionale, europea e regionale, compensando in tutto o in parte le penalizzazioni tariffarie applicate dalla Regione per i conferimenti in discarica.
Per tutti questi motivi e per molti altri indicati nelle osservazioni presentate, continuiamo a chiedere con forza che REA Impianti ritiri il progetto e ne presenti uno realmente rivolto alla chiusura della discarica ed allo sviluppo di impianti di recupero e riciclo dei materiali, come era stato assicurato ai cittadini: non si può prescindere da una diminuzione progressiva dei conferimenti autorizzati dalla Regione, fino ad arrivare a zero nel più breve tempo possibile.

martedì 9 maggio 2017

IL "FUTURO" DI ROSIGNANO? ALTRI 6 MILIONI DI TONNELLATE DI MONNEZZA IN DISCARICA


Si è svolto giovedì sera l'incontro pubblico "Quale futuro per Scapigliato?" tra il Coordinamento Rifiuti-Zero, REA Impianti ed il Comune di Rosignano Marittimo, alla presenza di oltre 80 cittadini e con la partecipazione di Rossano Ercolini e Roberto Repeti per Rifiuti-Zero, Alessandro Giari al vertice di REA ed il vicesindaco Daniele Donati.

Giari ha presentato all'assemblea il progetto "Fabbrica del futuro" trovando pieno sostegno da parte di Donati: entrambi hanno sottolineato la volontà di riconvertire la discarica in un polo impiantistico per il recupero e riutilizzo delle materie.

Repeti ha presentato a sua volta nel dettaglio tutte le contestazioni mosse al progetto da parte del Coordinamento Rifiuti-Zero, la più eclatante in assoluto è stata indicata nella richiesta presentata alla Regione di autorizzare lo stoccaggio in discarica di ulteriori 460.000 tonnellate l'anno tra rifiuti urbani e soprattutto industriali, una quota che rimane fissa fino al 2031, quindi per altri 15 anni. Una richiesta di questo genere fa a pugni con la proclamata volontà di superare la discarica come unico metodo di gestione dei rifiuti, investendo oltretutto tempo e denaro in "centri di ricerca" e collaborazioni prestigiose con organismi scientifici.

Ercolini ha ricordato che le mega-discariche come quella di Scapigliato hanno tenuto bloccata la Toscana negli anni in cui il paese e il resto del mondo hanno fatto passi da gigante nel campo del riciclo dei materiali e nella riduzione degli smaltimenti: ormai da tempo perfino la Campania ha superato la Toscana in quanto a performance di raccolta differenziata. Puntare ancora sulla discarica, raddoppiandone addirittura l'area, rappresenta per Ercolini il tentativo di punire ancora un territorio, premiando un'industria "sporca" che lascerà in eredità un grave inquinamento e la necessità di spendere cifre gigantesche per le obbligatorie bonifiche della zona.

Ercolini ha proposto a REA e Comune una moratoria sul progetto per esplorare nel frattempo tutte le possibilità per riconvertire velocemente l'azienda al riutilizzo dei materiali, tutelando e incentivando l'occupazione, garantendo i profitti e realizzando una valida exit-strategy dall'era ormai paleolitica delle discariche.

L'incontro si è concluso con la promessa di nuovi confronti e approfondimenti, anche se la volontà dell'azienda per ora sembra inequivocabilmente quella di non rinunciare in nessun caso alle oltre 6 milioni di tonnellate di rifiuti con cui proseguire la tradizione superata, costosa e dannosa dello smaltimento inquinante.